Informativa n. 9
Cari colleghi,
nell’attesa dell’incontro programmato per domenica 28 febbraio,data in cui dovremmo sciogliere insieme le perplessità relative alle finalità che ci siamo proposti e,nonostante sia convinto che molti di noi non abbiano ben chiara la situazione in cui ci troviamo altrimenti-scusate l’espressione-ci allerteremmo maggiormente!! Ritengo che non sia superfluo portare a vostra conoscenza le opinioni che il presidente dell’ALI Pisanti ha manifestato sull’operato di questo costituendo gruppo pertanto non avendo ottenuto la sua autorizzazione a divulgare la lettera, allego la mia risposta in cui ho sintetizzato le sue domande per cui alla riunione potremo evitare discussioni e perdite di tempo procedendo in modo sollecito all’esame dei nostri più importanti e fondamentali problemi.
Torno a ripetere che questa sarà una delle ultime possibilità delle piccole librerie per arginare lo strapotere della grande distribuzione e lo sfascio librario,sfascio che credo sia già iniziato e continuerà in modo esponenziale con l’applicazione nel 2012 della legge sulla digitalizzazione obbligatoria dei testi scolastici prevista con un prezzo di vendita ridotto del 50% e che farà da traino a tutta la letteratura scientifica e non del nostro paese.E’ indispensabile che ciascuno di noi esclusivamente nel proprio interesse si attivi e verifichi che possibilità abbiamo di rimanere sul mercato attuale.
La valutazione di una denuncia per gli sconti applicati dalle grandi catene che come accennato nelle precedenti informative è da valutare in base alle regole della concorrenza del mercato comune cui l’Italia ha aderito ed il cui mercato interno “comprende un sistema che assicura che la concorrenza non sia falsata”.A tal fine il trattato prevede una dettagliata disciplina al capo I del titolo VII rubricato “Regole di concorrenza” suddiviso negli articoli 101-106 TFUE.
E scusate se mi sono ripetuto e mi ripeto ma questi argomenti non sono mai stati eccepiti ne da alcuna associazione rappresentativa ne da associazione di consumatori per cui voglio malignare :non è che nel torbido si pesca meglio?
E’ possibile che i colleghi non si pongano queste problematiche? E’possibile che un Governo che giustamente si interessa della chiusura di qualche fabbrica non si occupi minimamente di una categoria composta da alcune migliaia di operatori votati alla chiusura certa?Già perché a noi nessuno pagherà una cassa integrativa! E’ ora di andare in piazza,di usare le nostre vetrine come mezzo di comunicazione (non avendo disponibili radio o televisioni –unico modo per avere la cosiddetta visibilità) è ora di bloccare questo inno all’ignoranza che pare il fine di una politica nazionale.
L’arroganza editoriale e del distributore è arrivata al parossismo: rese respinte benché mai ordinate,spese di porto addebitate anche se il ritiro viene effettuato con mezzi propri è evidente che la piccola libreria deve essere eliminata (sono solo rompiscatole) e come reagiscono i piccoli librai?
Con una NON DIFESA : stanno zitti ,tanto cosa possono fare? Nulla, salvo raggrupparsi come vorremmo fare ma pare che non si abbia granchè voglia : oggi ho un impegno , domani devo terminare un lavoro, posdomani porto la moglie al mare……meglio lasciar perdere e lasciare agli altri eventuali decisioni favorevoli o no , no non è più tempo di fregarsene credetemi in questo modo ci sarà solo il tempo di chiudere e,dopo la chiusura sistemare i conti con l’ufficio entrate se avete in ballo qualche studio di settore e vi raccomando non avventuratevi in un ricorso : meglio pagare e poi …..spararsi ; ma è inutile ,è la solita tiritera. Qualcuno mi ha anche telefonato dicendo: ma a te chi lo fa fare? Prenderai solo dell’idiota. No mi sono promesso di provarci e voglio farlo memore del mio “IO NON C’ERA” la spugna la getterò dopo.
Noi piccoli librai,oserei dire ce ne freghiamo,non dedichiamo,per impegni,il nostro tempo a verificare le difese che potremmo attuare per sopravvivere,per mantenere un’attività che non intacca le finanze statali ma che vive di luce propria: abbiamo impegni di lavoro, di ferie o quant’altro, è mai possibile? Mi ripeto nessuno difenderà i nostri interessi se non noi stessi.
Nell’ultima informativa in cui fui accusato di non partecipare a certe manifestazioni ho risposto parodiando Manzoni,”Io non c’era” perché pensavo che le nostre associazioni pensassero loro a difendere i miei interessi: illuso .. oggi come mi trovo? Mi trovo nella reale probabilità di chiudere
Dopo una vita di sacrifici e con un’enorme cumulo di ….carta da macero ( libri in giacenza): è possibile ?Ritengo comunque che esista ancora una possibilità per noi anche se in maniera riduttiva : la possibilità di unirci e far fronte alla prepotenza economica dei grandi. Il presidio del piccolo negozio non deve perire in particolare nel campo della cultura ; il libro non è una merce assimilabile ad altre è la linfa che alimenta il genio umano noi, scusate la supponenza, dobbiamo ritenercene i custodi . Già l’estinzione dei piccoli editori o l’accorpamento di altri con concentrazioni editoriali è un sintomo dello sbando di questo nostro mondo.
Ho finito la mia predica ma vorrei che rifletteste su queste righe alquanto noiose-ne convengo-ma oggi la sopravvivenza è solo per coloro che a spallate si aprono la via ed è necessario anzi indispensabile questa unione che ci siamo prefissi, se vogliamo contare, se vogliamo partecipare a decisioni che implicano il nostro futuro ed è proprio dalle prime riunioni dai primi incontri che si costruiscono le fondamenta.
Vi aspetto all’incontro di domenica 28 febbraio con proposte non con lamentazioni e con la volontà di volerle realizzare anche se occorrerà qualche sacrificio come quello di alzarsi prima al mattino per arrivare a questa riunione,ma ripeto ne va della nostra sopravvivenza!!!!
Saluti Romano Gobbi
PS allego copia della mia risposta al presidente ALI sig PISANTI di cui non è arrivata,benché richiesta,autorizzazione a divulgare la lettera inviata a me e, che per ragioni di etica non ho trasmesso integralmente ma facendone un breve sunto: in sostanza il Pisanti dopo aver rintuzzato(presumo senza conoscerle in dettaglio(alui non le ho mai mandate)le mie reiterate
informative che non avrei dovuto fare,dopo non aver accettato l’invito di Coletti a confluire nella loro associazione,(non sta a me decidere)o quanto meno a parlare con la loro dirigenza,mi dice in sintesi:
1) che le percentuali degli studi di settore da me evidenziate sono strampalate
2) che le mie informative non sono una novità per la loro organizzazione
3) che il lavoro espletato dall’ALI è indirizzato a risolvere qualunque problema
4) che hanno proposto a FINI il miglioramento dell’art 11 e tutti i vantaggi ad esso connessi
5) che non sono mai stato presente alle manifestazioni dell’ALI
6) che le mie informative lasciano il tempo che trovano
7) che l’ALI è e rimane l’unica organizzazione accreditata presso le istituzioni
8) che la frammentazione di associazioni crea confusione fra i colleghi
9) infine che non devo utilizzare l’arma del defilarsi e promuovere incontri con l’ALI e tutti i colleghi coinvolti.
COPIA DELLA MIA RISPOSTA AL PRESIDENTE ALI SIG PISANTI
Caro Pisanti,
ho ricevuto la tua e-mail cui mi accingo a rispondere scusandomi in anticipo per l’approccio un pò crudo determinato dall’amarezza che provo di fronte alla situazione decisamente negativa per l’attività della nostra categoria e della cui situazione incolpo senza ombra di dubbio prima il sottoscritto, che anche se aveva preveduto una situazione simile,non si è attivato a sufficienza per poterla contrastare;poi tutti i librai indistintamente, in particolare quelli che sono stati sollecitati e non hanno risposto alla chiamata,inoltre tutte le associazioni di commercianti o associazioni specifiche che, lasciamelo dire e,benché fosse loro specifico compito, finora non hanno combinato nulla.
DOMANDA.
“Le mie reiterate informative incalzanti”
RISPOSTA
Parlando con alcuni colleghi sulla situazione attuale del commercio librario circa la concorrenza che le grandi catene di distribuzione attuano nei confronti delle librerie indipendenti, abbiamo ritenuto che tale sistema non sia più sostenibile pena la chiusura di tutti i nostri esercizi.Gli sconti selvaggi perpetrati da queste organizzazioni con l’appoggio dei grandi editori(molte volte proprietari delle stesse) non consentono più alle librerie di reggere al mercato e ciò è dovuto (correggimi se sbaglio” che lo sconto praticato dagli editori a queste organizzazioni consente un margine dal 50al 60% contro in genere il 30%delle piccole librerie indipendenti;ti sembra giusta questa situazione?Non credi sia il momento di “INCALZARE” i librai ,che è ora di ribellarsi?La lotta alle” LOBBY” e la famosa “par condicio” non potrebbe essere invocata sulla disparità di trattamento contrattuale con i signori GRANDI EDITORI? Forse no o forse ho sbagliato la terminologia(sono un povero libraio alla mercè dei grandi affaristi,_ma tu dici che è roba trita e ritrita!
DOMANDA
“Vuoi sapere dove ho ricavato la percentuale di ricarico degli studi di settore relativa all’attività libraria perché le mie informative risultano totalmente fuori linea con i dati reali in tuo possesso”
RISPOSTA
Ho davanti a me copia di un processo verbale di constatazione relativa agli studi di settore per l’anno 2003 elevato dall’ufficio entrate nei confronti di una libreria”ditta individuale” riferita al cluster di cui allo studio SM12 U che nello specifico varia dal 17% a un massimo del 59% con tanto di firma dei verbalizzanti(sono tutte balle?).
Inoltre attualmente, se non erro, negli gli studi di settore TM12U le percentuali variano dal 5,78%al 22.95% secondo i cluster di appartenenza (correggimi se sbaglio) e se fosse esatto quanto esposto ti sembrerebbe giusta la percentuale di ricarico fra chi , a fronte di uno sconto del 50% e chi ha uno sconto del 30%, subisca la stessa tassazione ?Risponderai che non è così
DOMANDA
“Che le problematiche evidenziate non siano una novità per te,che il vostro lavoro sia orientato all’articolo 11 del prezzo fisso,che i vostri interventi presso le sedi istituzionali politiche e non,siano dirette alla difesa della nostra categoria”
RISPOSTA
Non lo vorrei minimamente dubitare..Io guardo solo ai risultati ottenuti che paiono evidenti agli occhi di tutti e non abbisognano di commento.
Ma voglio dirti fuori dai denti che io se fossi proprietario di una catena sarei felicissimo di un ricarico tassato non del 17% ma del 25% avendo uno sconto del 50% o 60% che in questo caso mi permetterebbe di eliminare, (come avviene ora)la concorrenza dei piccoli librai che”se non altro rompono”rimanendo solo sul mercato in condizione di monopolio :tale situazione mi sembra già avverata!Non ti pare?
DOMANDA
“Mi chiedo tuttavia caro Gobbi dove eri tu nel 1997e2003 quando L’ALI organizzò due manifestazioni a Roma ecc”
RISPOSTA
“ IO NON C’ERA” e per questo accetto tutte le frustate che tu e altri colleghi partecipanti volessero somministrarmi LE MERITO!
Allora lavoravo e pensavo solo al mio orticello con profitto e non mi preoccupavo come altrettanti colleghi fanno attualmente e nella situazione in cui ci troviamo oggi”da noi si dice in BRAGHE DI TELA” in cui ormai non si contano le librerie in chiusura (tu certo puoi saperlo meglio di me)allora le condizioni erano proficue,oggi siamo sul baratro e visto che nessuno lo fa o probabilmente molti non se ne sono accorti,ho cercato di darmi “una mossa” anche se non sono certo del risultato come anticipai a suo tempo al tuo vice COLETTA.
DOMANDA
“Per quanto riguarda le informative che lasciano il tempo che trovano”
RISPOSTA
E’ probabile che sia cosi’ ma oggi ritengo che la categoria abbia toccato il fondo e “LA “VOSTRA ESPOSIZIONE “ come tu dici, nei confronti delle istituzioni ha avuto ben scarsi riscontri o,permettimi una malignita’non e’ stata fatta nel modo dovuto”puoi sempre ribattere:e tu cosa hai fatto? NULLA “ comunque ti rilancio CORAM POPULO una nuova provocazione.
Perché non chiediamo agli editori di ridurre gli sconti a tutti ,catene comprese esempio al 15%di sconto:potrebbe essere ridotto il prezzo di copertina dei libri al 40%,la vendita al prezzo fisso non occorrerebbe nemmeno un’apposita legge sul libro:non è cosi’ per i giornali?Tutta la filiera ne ricaverebbe un utile non solo ma sarebbe rallentato l’ingresso degli e-book.:io non sono un economista e probabilmente questa proposta è strampalata o forse aveva ragione il PAPA sulla capacità degli economisti?
Probabilmente(sono tutte idee illogiche frutto di una mente che ormai non sa piu’ a che santo votarsi. Hai qualche consiglio?
DOMANDA
“L’ALI è e rimane L’UNICA organizzazione dei librai italiani accreditata presso le istituzioni”
RISPOSTA
Credo che nessuno ne abbia mai dubitato,io per primo a dimostrazione del mio IO NON C’ERA.
Mi cullavo nella speranza che qualcuno salvaguardasse i miei interessi mentre mi crogiolavo al sole non era vero ma siccome c’e’ questa forza vorrei chiederti: perchè’ in Francia il numero delle librerie aumenta e in Italia diminuisce?Perchè i librai tedeschi sono in condizione di stabilità se non in aumento e noi in calo?O forse da noi c’è qualcosa che non funziona?
DOMANDA
“ Il nostro incessante lavoro tutela NOI STESSI”
RISPOSTA
Non vorrei proprio dubitarne ma i risultati sotto gli occhi di tutti sono quelli che sono e recitando nuovamente il mea culpa devo purtroppo ribadire”L’IO NON C?ERA”
.DOMANDA
“Non utilizzare abilmente l’arma del defilarsi”
RISPOSTA
Tu non mi conosci e puoi dubitare di tutto:non sono nè sindacalista e tanto meno un politico e non ho impiegato il mio tempo per salire alla ribalta;credo che ti sarai accorto da queste poche righe che non ne ho le capacità ed è per questo che pungolo i colleghi ad adoprarsi,a proporsi per cercare di “fare qualcosa”altrimenti sarà la fine preconizzata dal dossier “PLATINO”. I FRANCESI hanno fatto la rivoluzione qualche anno prima di noi!
Sempre riferendomi a COLETTA già’ dalle prime telefonate potrà’ confermare che questo raggruppamento che si tenta di fare non ha ancora deciso se costituirsi in associazione ne se convergere in altra associazione gia’ costituita o altro, attualmente esiste solo un raggruppamento per verificare la possibilità di una soluzione ai nostri problemi; comunque se tu avessi avuto l’opportunità di leggere la prima informativa,essa recitava”Siamo un gruppo di librai e piccoli editori che sentono la necessità di costituirsi in gruppo al fine di riunire tutti gli operatori del settore NON APPARTENENTI A CATENE O A QUALSIVOGLIA ASSOCIAZIONE ,quindi non ritengo di costituire motivo di disaggregazione (proprio perche’ non siamo aggregati) se mai di sviluppo, se riusciremo a combinare qualcosa e se i colleghi invece di dire “io non c’era” come ha fatto il sottoscritto,DIRANNO “IO CI SARO’
DOMANDA
“Incontrare l’associazione che rappresenta la tua libreria indipendente e verso la quale non hai risparmiato accuse dirette e indirette inutili e fuorvianti”
RISPOSTA
Ho solo detto e ribadisco che la situazione oggi è più che” deleteria”forse mi sono espresso male ma le accuse sono rivolte contro la situazione economica attuale voluta o non voluta provocata o non da chicchessia ma che se non vi porremo rimedio ne pagheremo le conseguenze molto prima di quanto preconizzato dalla ricerca francese; infine prima di chiudere questa conversazione vorrei approfittare per chiederti l’autorizzazione a divulgare questa tua” rampogna” unitamente alla mia risposta che invierò al gruppo “liberi librai”proprio perché vista la mia pochezza nel comunicare arriverebbe integra agli interessati e giustamente interpretata
Saranno i librai stessi cui ho indirizzato quelle malevoli righe a condannarmi e anticipare prima del 28 marzo la sentenza definitiva.
Ti ringrazio per le osservazioni e le frustate che hai voluto comminarmi e proprio per questo ti sono riconoscente
Cari saluti dal solito libraio che fra non molto, credo, dovrà cambiar mestiere.
Romano Gobbi
PS. Sono certo di non aver detto nulla di nuovo che tu non sappia già ma hai posto domande non proprio cortesi cui ho dovuto rispondere sperando di essere stato esaustivo
Attendo fiducioso l’autorizzazione a trasmettere questa tua comunicazione ai 130 librai che hanno dato adesione al costituendo gruppo”liberi librai”
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da LIBERI LIBRAI
Vorrei fare un’ulteriore aggiunta di copia di una lettera (fra le tante) a me giunta e (autorizzato a pubblicarla) da un libraio del gruppo,ma temo che la lunghezza di questa a-mail e la ripetitività noiosa delle mie parole,potrebbero indurvi a cestinare il tutto mentre ritengo la lettera specchio sincero, reale ,concreto e drammatico ,della situazione dei librai di oggi
Il solito libraio

