Informativa n. 8

 

Cari colleghi

Ho atteso fin ora a inviarvi questa nuova informativa in quanto vi immaginavo occupati a raccogliere i frutti del vecchio anno.
Com’è andata? Le informazioni avute da colleghi sono discordanti: pare che il numero di scontrini sia aumentato raffrontato allo scorso anno ma purtroppo contrasta con il totale finale regredito secondo alcuni del 10-18% sul totale di dicembre,sempre dati aleatori s’intende, qualcuno può confermare?
Di certo le novità esposte nei supermercati con sconti dal 30 al 35% non hanno certo favorito le vendite nelle nostre librerie; pare però in arrivo la reintroduzione della legge sul libro prevista secondo voci entro marzo-aprile che però ricalcherebbe  più  o meno quella precedente per cui non so se sia il caso di gongolare ,anzi…..  E scusate , se ritorno ancora sui nostri annosi problemi che sono molto seri anche se qualcuno li dice “reiterati allo spasimo”ma tanto è vorrei continuare a fare questo benedetto mestiere….Certo, sarà indispensabile un incontro preparatorio prima dell’assemblea del 28 marzo.  L’incontro  dovrebbe servire per programmare un’azione comune anche in campo nazionale per fare il punto su questo mercato sempre più disastrato e che non interessa  i politici in modo problematico.
Ho recepito che a giorni un gruppo rateale porrà in vendita un E-BOOK,e che un editore italiano ha ceduto circa 300 titoli  del suo catalogo, non ditemi che faccio allarmismo ma a breve inseriranno  molti altri  titoli; sarà il principio della china?,o siamo in bilico sul baratro?
E’uno degli argomenti di cui dovremo parlare e verificare se qualcuno tra noi ha qualche numero per coordinarci, per suggerire un comportamento più incisivo, perché se rimarremo isolati non potremo fare nulla perché non si conta  nulla..
Lo scambio di opinioni ed esperienze è necessario per programmare un’azione comune  ed evitare di lasciare ad altri le decisioni di un nostro futuro: se potremo o meno essere ancora.. librai o come dovremo evolverci per reggere e mantenerci in attività.
Sulla carta siamo circa 130 aderenti al gruppo ma all’incontro in quanti saremo? Considerando le difficoltà della lontananza,chi potrà intervenire?
Gradirei conferma al più presto. Questa prima riunione si svolgerà presso:
“LIBRERIA  POSTUMIA via EMILIA PAVESE 105 –USCTA PIACENZA OVEST(SANT’.ANTONIO) a destra 500m.(DOMENICA 28 febbraio 2010 dalle ore 8:30 in poi)
Nel frattempo, vi anticipo di aver ricevuto una e-mail dal presidente ALI sig. PISANTI,comunicazione che, ho chiesto a  Pisanti stesso, di potervi girare integralmente unitamente alla mia risposta in modo da anticiparne i commenti; diversamente-se non avrò conferma- fra una decina di giorni vi invierò  in modo riassuntivo quanto esposto dal presidente ALI poiché ritengo che le sue opinioni vadano considerate con attenzione al fine di migliorare la nostra situazione che,mi ripeto,ed intendiate anche voi,a me pare disastrosa.. Tornando alla grande distribuzione causa prevalente del nostro declino ma che si ripercuoterà anche sui grandi editori, ribadisco ancora , che è indispensabile la formazione di un gruppo per contrastare questo sistema più che deleterio.
Gli strali (purtroppo inefficaci) che indirizzo alle grandi catene (come personale sfogo) che operano -favoriti dagli editori- sconti selvaggi , disorientano il cliente e sono fautori di disaffezione dello stesso,  dal mondo dei libri. La politica che incentiva la vendita di determinati prodotti : macchine ,elettrodomestici ecc. a scapito di altri, per sostenere ,dicono, l’occupazione, non credo sia contemplata  in un mercato reale libero,  equilibrato da domanda e offerta : è come se si chiedesse la rottamazione dei libri!(costo di stampa Euro 1 prezzo di vendita euro 20) e questo per concedere a certi distributori un margine del 50% GRAZIE politici,GRAZIE editori! (mi piacerebbe che qualcuno confutasse queste mie affermazioni per avere qualche somaro in meno o asino in più).
Le offerte, oltre che dai supermercati e dai gruppi editoriali, hanno bloccato quasi completamente le novità, il doppio prezzo praticato (sconto del 30- 35% nei negozi di catena  e prezzo di copertina o con sconto del 10% nelle librerie normali) ha sovvertito completamente l’acquisto anche dalla clientela più affezionata. Siamo riusciti a coniare un nuovo vocabolo”DUMPING ITALIANO DEL LIBRO” in barba a tutte le regole dell’etica liberale, pertanto il libro nelle librerie normali ha un prezzo, nelle librerie dell’editore o nei  supermercati  ne ha un altro, per cui queste librerie oltre al margine librario hanno il “margine di dumping”: avranno lo stesso studio di settore? L’Italia è varia!  Non potremmo suggerire a Tremonti  una tassa  antidumping visto la necessità che ha di reperire fondi  attuando così la tanto declamata ,ma molto meno attuata ,” par-condicio”? E inoltre potrà mai essere attuato un sistema normativo conforme agli articoli 101/106 del trattato europeo concernenti  le regole di concorrenza  che consistono in particolare : a) nel divieto di intese che recano pregiudizio alla concorrenza; b) nel divieto di abuso di posizione  dominante ( potrebbero essere  assimilati al nostro caso?)
Con questa disparità di trattamento, faremo la fine degli artigiani nei confronti della grande industria, forse dovremo salire sui tetti alti non per protestare, ma per buttarci di sotto e avere la certezza di rimanere stecchiti ; tanto di noi non s’interessa nessuno : non producendo reddito e non costituendo gruppo. Politici della cultura, l’evoluzione informatica è di certo un progresso ma anche il progresso deve essere regolamentato. Il piccolo libraio deve rimanere sul territorio ‘ se esso è stato il perno umano nella diffusione della cultura per 2000 anni contribuendo allo sviluppo di un mondo informatico, non può essere eliminato dallo stesso mondo proprio come è avvenuto tra  artigianato e industria. Qualche maestra elementare mi dice: i nostri ragazzi delle prime classi  sanno tutto su giochi ,telefonini,ma non sanno scrivere…..o forse non è più necessario .Gli interessi delle librerie indipendenti non possono coincidere con quelli della grande distribuzione e delle grandi catene come non può essere uguale la tassazione  perché il trattamento scontistico della grande distribuzione è almeno doppio del nostro per cui o si mette una seria regolamentazione o siamo destinati a soccombere proprio come è successo con l’artigianato che “ da fiore all’occhiello della nostra economia  “ è stato dissolto nel breve spazio di un decennio; si dovrebbe inoltre considerare che il libro non può essere paragonato  alla stregua di qualunque altro bene di consumo avendo contribuito e contribuendo tuttora a creare economisti…..anche quelli seri!.
Pertanto torno a rammentarvi che è indispensabile la formazione di un gruppo,è indispensabile essere numerosi .Chi ha recepito queste informazioni è pregato di diffonderle,potrebbe essere l’ultima possibilità di farci sentire a livello nazionale  credete senza una forza non si ottiene nulla.

Aspetto quindi  adesione telefonica o a mezzo a-mail al più presto .

                                                                                       Il solito libraio  Romano Gobbi

Torno a pregarvi di voler  estendere ad altri colleghi e ai rappresentanti editoriali questa informativa perché credo che sia una delle ultime possibilità che abbiamo di fare gruppo  per poterci tutelare dalla grande distribuzione e da tutti gli organismi statali e non che con i loro sistemi  ci faranno scomparire.