Informativa n. 7

 

Cari colleghi  
Come avevo promesso riprendo ad annoiarvi con le mie informative almeno fino alla data del 28 marzo termine in cui si deciderà o meno di  formare il gruppo “librai indipendenti e piccoli editori”che possano far sentire la loro voce quali rappresentanti di una categoria oggi indirizzata allo sfascio solo e per colpa dei propri componenti (seppure voglio credere per molti in modo inconsapevole).
La novità di questa mia informativa che poi non è tanto novità -sono gli studi di settore cioè quegli studi concordati tra fisco e associazioni di categoria che stabilirebbero l’entità percentuale dei tributi che dovremmo pagare all’erario in base a parametri di vendita che,per i librai(se sbaglio,correggetemi)è all’incirca il 17% del fatturato.
Mi piacerebbe conoscere chi ha concordato questa percentuale ma non per strozzarlo ma per farmi capire come ha ricavato tale dato a meno che “costui “non appartenga a quella categoria di grandi librerie o rappresenti qualche catena di distribuzione ,che fruisce di sconti 50-60% per cui pagare il 17% è abbastanza agevole a meno che, lasciatemi malignare, questa tassazione sia fatta proprio per colpire  coloro che non possono sopportarla e quindi indirizzati alla chiusura lasciando libero
lo spazio per aprire altri negozi di catena.
Vi pregherei una riflessione su quanto ho esposto in particolare un osservazione critica che mi faccia intendere quanto la mia logica sia traviata e quindi possa modificarla (ma in pochi scrivono suggeriscono o criticano perché occorre tempo e voglia per farlo ed  allora lasciamo la barca come va:scusate ma non troppo)

Un ex collega mi scrive:tre anni fa impossibilitato a sostenere i costi di affitto,e altre spese inerenti alla gestione nonché  la concorrenza di  un supermercato e un negozio di catena (esponevano le novità con sc del 30%),decisi di chiudere l’attività senza attendere la scadenza del contratto d’affitto e quindi senza diritto all’avviamento di legge;sorpresa!!Quest’anno mi è arrivato l’invito dell’agenzia delle entrate a concordare un  pagamento piu’ mora e tutto il resto di circa 60000 euro per l’anno 2004 cui seguiranno 2005-2006.
L’esorbitante cifra richiesta (fuori da ogni logica)mi ha fatto supporre ad un errore dell’ufficio come ne capitano sovente e che a volte provocano accidenti a chi li riceve!
Vado dal commercialista per chiedere lumi intenzionato a non pagare in ogni caso;purtroppo sono proprietario di una casetta in cui abito e che i miei genitori mi acquistarono prima che iniziassi questa attività.
Il “referto” del consulente (preventivo assistenza 2500 euro solo per la memoria difensiva poi ci sarà il costo del ricorso) è stato :se non paghera’ quanto richiesto si procedera’ alla vendita dell’immobile fino a soddisfazione del credito.
Pertanto colleghi librai prima di chiudere l’attività pensateci bene!!  Potreste invidiare i cassintegrati!!
E ciò esclusivamente perché i nostri rappresentanti hanno applicato questi famosi studi in base a parametri adatti a loro in base alla loro scontistica;  ecco la necessità di creare un unione ,un organismo che rappresenti  le nostre attività come realmente sono: chiamatela
associazione,lobby o come diavolo volete ,ma che sia un’entità  che raccolga il maggior numero possibile di aderenti se volete che le nostre reali ragioni siano ascoltate.
Altra riflessione forse non aderente al tema dice:quando si nasce in Italia già da neonati abbiamo un certo numero di milioni da pagare lasciati in eredità dai nostri predecessori;quando moriremo lasciamo ulteriore debito ai nostri  figli… non riesco a capire ci sarà pure qualche economista illuminato che saprebbe spiegarlo?Sono certo di si loro risolvono tutto quasi come i politici.
Questa è la necessità di una legge sul libro,tedesca o francese o della nazione che vogliono applicare ma per le grandi catene è meglio forse quella “argentina”che mi pare vige attualmente nel nostro paese e che prima o poi ci porterà agli stessi risultati.Rinnovo ancora l’invito  a sollecitare altri colleghi  ad aderire a questa iniziativa  a proporre soluzioni alternative a segnalare qualunque
notizia  possa interessare la nostra attività in base alle esperienze che ciascuno di noi ha maturato.Rimango comunque a disposizione anche telefonica  al  numero (0523-338474)

                                     Il solito libraio  Romano Gobbi