Informativa n. 6

 

 Cari colleghi

Scusate per il ritardo con cui vi rispondo ma i rimbrotti con alcuni di voi sono stati numerosi.

Mi riferisco all'ultima informativa in cui chiedevo l'individuazione della data del primo incontro della costituenda associazione librai; devo comunicarvi con sommo rammarico che tale riunione non potrà effettuarsi nel periodo proposto in quanto le risposte pervenute sono state 18 su un totale di 118 librerie aderenti: troppo poche per fare una presentazione  con qualche carisma di riuscita e che abbia una qualche risonanza.
Le ragioni addotte vanno dall'approssimarsi del periodo di ferie già programmato, al lavoro scolastico alle porte ,alle numerose fiere estive che impegnano molti di noi,al suggerimento che queste riunioni vanno programmate nel periodo tra gennaio e aprile per avere una possibilità maggiore di partecipazioni; per cui  ne ho dedotto che dato l'esiguo numero di partecipanti di spostare inderogabilmente tale riunione al 28 marzo 2010 ore 8.30: chi sarà interessato bene chi non lo sarà pianga se stesso,e nel caso non positivo di tale adesione,per me sarà anche l'ultimo invito e l'ultimo fastidio che vi avrò dato con queste informative lasciando ad  altri il tentativo di raggruppamento. Voglio comunque,prima di salutarvi, enumerare  quanto probabilmente vi ho già detto in precedenza. Cari colleghi le librerie (almeno la maggior parte)dovranno chiudere forse fra 3-5 - o dieci anni e questo è quanto ho rilevato dalle notizie pervenute e segnalate nell'attività libraria generale-beato chi non ci crede! -. I librai co me li conosciamo attualmente dovranno trasformare la loro attività(in America molte librerie vendono il 20%di libri 80%musica gadget e altro ;non potrà più esistere la libreria pura come la intendiamo o almeno la intendo io.
Già chi opera nel campo universitario ha avuto un calo stimato del 40% che aumenterà ulteriormente. Molti testi stranieri vengono già scaricati tramite e-book;le
librerie tecniche seguiranno su questa china visto che alcuni editori stanno preparandosi a trasferire  on-line codici o altri testi suscettibili di continui aggiornamenti.
Seguiranno i libri scolastici delle scuole superiori che è già previsto troveranno attivazione preponderante dal
2012 come ventilato nelle riunioni dei grandi editori e da indicazioni delle pubbliche amministrazioni.
Già quest'anno il commercio dell'usato subirà un'impennata notevole (forse è diventata una moda)
Visto anche il momento di crisi economica e l'incremento di scambi diretti promossi tra le classi dei singoli istituti. Noi librai o almeno il sottoscritto non sa come
evolvere la propria attività per affrontare questa situazione che è ben diversa in altri stati europei vedi Francia o Germania poiché la "legge sul libro" ha saputo mitigare o rallentare in modo positivo questa evoluzione commerciale tutelando dall'indiscriminato commercio proposto dalle catene commerciali italiane, ed ora anche le Poste che pare non abbiano meglio da fare e che considerano il "prodotto libro" alla stregua di confezioni eterogenee di una merce qualunque. Nessun politico si preoccupa minimamente di quanto ci angustia,di questa evoluzione che non è possibile governare con questi sistemi,ma si sa la politica va dove c'è visibilità o altri interessi. In America Amazon sta alleandosi con l'editoria scolastica per la distribuzione on-line,e noi?A noi non rimarrà che la vendita di gomme e matite,di magliette o sciarpe colorate semp re che le grandi organizzazioni di catena ce lo permettano ma quel che piu' mi amareggia è il menefreghismo che addirittura noi stessi ostentiamo: rassicuratevi,la cassa integrazione per noi non ci sarà ma non ce ne preoccupiamo:sarà per i pingui conti bancari dei singoli librai?Sarebbe interessante una verifica.
Cari colleghi ho imparato che senza sacrificio non si ottiene nulla,senza scambio di opinioni non si migliorerà ,scusatemi se mi ripeto nessuno si occuperà di noi se
non noi stessi.
L'idea prima di questo gruppo è nata dalla constatazione che le associazioni attuali almeno quelle che conosco io e su cui ho fatto esperienze,lavorano solo per loro stesse ,il cui fine non coincide necessariamente con la difesa(se non a chiacchiere)dei propri associati o per lo meno di alcuni associati e in genere con il disbrigo di pratiche burocratiche stimolate proprio da loro per rendersi indispensabili e produrre inghippi che solo loro possono risolvere. L'associazione che intendo io e altri colleghi non è questa ma probabilmente, è solo un associazione utopica la mia! .
Bene colleghi librai anzi male. Se non ci ribelleremo all'andazzo di questo sistema di matrice particolarmente italiano se non ci difenderemo da queste politiche con reazioni serie e mirate non approderemo a nulla se non saremo numerosi nell'intento e continueremo a guardare il nostro orticello saremo spazzati via dalla così detta economia globale;la repubblica delle banane è retta dai bananieri e le bananiere sono quelle corporazioni che non servono noi ma ci utilizzano  e manovrano secondo i loro fini.
Nell'augurarvi un arrivederci alla data indicata vorrei poter smentire (almeno tento di farlo) le mere previsioni di coloro che mi avevano anticipato"tanto non riuscirete a cambiare nulla , la mentalità dei librai è unica" non ci voglio credere non ci posso credere :io pure sono libraio! Vi chiedo però un impegno nel vostro e nel mio interesse,un impegno a cui non potete sottrarvi pena la morte della categoria;ciascuno di noi si attivi per promuovere un'adesione di colleghi se ognuno di noi si impegnasse e convincesse un collega a partecipare raddoppieremmo il numero quadruplicando la forza lo chiedo per me ma soprattutto per voi per la nostra categoria che è tra le più disastrate e che è possibile riabilitare:è solo il numero che ci darà la forza è solo l'unione che ci permetterà di fare proposte accettabili. Vi ricordo ancora e ne varrà per la nostra esistenza:il progresso non si ferma,l'evoluzione può essere regolata solo da un insieme di volontà e solo se veramente crediamo come personalmente credo nell a forza del libro. Quanto ho detto per noi vale anche per i rappresentanti editoriali,per quanti lavorano nella filiera libro e vale per i piccoli editori ne convengano o no sarà molto difficile per loro diffondersi in rete .
Ho recentemente contattato un'azienda per trasformare una pubblicazione dal pdf in formato adatto a e-book mi hanno chiesto 300 euro a volume poi bisogna pagare il gestore di rete:è solo una curiosità ma che farà riflettere i piccoli editori.

Spero in un cordiale arrivederci
dal solito libraio che non vuole gettare la spugna

 Romano Gobbi



PS: rimango comunque a disposizione sia  telefonica che di persona per quanti volessero suggerire o proporre soluzioni  o incontri singoli o di gruppo
 Telefono 0523/338474