Informativa n. 2
Caro collega,
dopo l'invio della prima e-mail, finora ho ricevuto adesioni di 41 librerie: mi sembra un po' pochino su circa 400 invii effettuati, per cui mi domando se altri librai non abbiano interesse alla costituzione di un gruppo per la difesa (sopravvivenza) delle proprie regole e interessi.
Un motto latino recita "unus nullus", se non saremo un gruppo numeroso non potremo far valere le nostre ragioni: è la "legge della democrazia".
L'associazione edicolanti è un esempio di coesione che dovremmo tenere ben presente e lasciatemi dire, se non altro per sbollire la rabbia che ho in corpo: è mai possibile che un libro con prezzo di vendita Euro 20,00, costi 1 euro di stampa? e questo voglio pensare non per l'esosità dell'editore ma per l'esosità dei distributori di libri (non librai).
Nella grande distribuzione l'editore non entra coi suoi prodotti se non concede uno sconto dal 50% al 60%: cosa puo' fare l'editore per mantenere un margine di utile? aumenta il prezzo del libro per concedere questi aggi e poter far concorrenza (sleale) ai librai e con possibilità, quindi, di applicare agli acquirenti sconti che vanno dal 30 al 35% su tutte le novità: cosa ne pensano le associazioni dei consumatori?
Questo sconto del 30% - 35% è lo stesso praticato dagli editori solo ad alcune librerie, non a tutte, da cui bisogna detrarre le spese di porto per le foniture e di porto per le rese. Come puo' un libraio competere in un mercato così sregolato?
Alcuni colleghi mi hanno comunicato che in certi supermercati si acquistano dizionari con sconti oltre il 40% basta acquistare la tessera di socio. Vi sembra una concorrenza leale questa? quanto potremo resistere? Se acquistate da certi gruppi rateali (altro canale di vendita dell'editore) riuscirete ad acquistare almeno al 50%. Vorrei fare una provocazione, ma non tanto, ai grandi editori: perche' non riducete lo sconto concedendo ai librai e ai distributori di libri (supermercati) un aggio del 15% 20%? Si ridurrebbe il prezzo dei libri almeno del 35% o 40%, in tempo di crisi potrebbe essere una promozione culturale; non sarebbero contente anche le associazioni dei consumatori?
Forse no, perche' non potrebbero dimostrare la loro forza.
Oggi la grande distribuzione ha eliminato anche il rappresentante dell'editore per aggiungere tale costo al proprio sconto.
In una recente verifica fiscale, il verificatore mi dice: le vostre associazioni hanno concordato con il governo che i margini su ogni vendita sono del 17%. Ho precisato e fatto verificare che le mie fatture di acquisto scolastiche riportano lo sconto medio del 19% e vendo gli stessi libri sempre con fattura con lo sconto del 15% (utile lordo 4%). La risposta: faccia ricorso; bene, sapete quanto costa un ricorso da un professionista? In questi problemi, dovrebbe intervenire l'associazione. Ma forse queste problematiche ed altre, di cui non voglio tediarvi, non vi saranno mai capitate. Le vendite dirette tramite quotidiani: esce il giornale locale con un libro allegato, mi reco dall'editore per poterlo acquistare, risposta: possiamo darlo fra 15 giorni, questa è la legge, si, la legge del più forte! La legge sul libro, arenata in buona parte subito dopo la pubblicazione, e completamente eliminata ora; tanto i librai non protestano, e chi sono i librai? Ai librai ci si rivolge solo se non si trova un determinato libro al supermercato, se c'e' un libro da cambiare, qualche "rogna" da risolvere e se c'e' un libro scolastico da acquistare durante l'anno, perchè la grande distribuzione li fornisce esclusivamente prima dell'inizio della scuola (forse solo in questo caso serviamo a qualche cosa).
Ma le nostre vetrine non possono servire in caso di elezioni? non troveremo un difensore a rappresentare le nostre ragioni tra i vari onorevoli che ci tuteli? librai pensiamoci! L'unione fa la forza, ripeto "Unus nullus"!.
E per chiudere ritengo che non vi puo' essere nulla di piu' dannoso dell'apatia; una categoria che poco si interessa e si occupa di cio' che riguarda il proprio lavoro a poco a poco è trascinata dagli abusi o dall'insipienza di chi regge e governa, a subirne i dolorosi effetti; Pertanto un incontro, quantomeno per scambiare opinioni è indispensabile farlo, altrimenti la chiusura delle librerie, come paventata dal "Dossier Patino" al governo francese, incomberà molto presto su di noi; vedi il KINDLE II , vedi i CYBOOK Gen. 3, prossimamente in vendita nelle grandi catene.
P.S. Ora cercherò brevemente di rispondere in modo conciso a coloro che dando la propria adesione, hanno posto alcune domande.
A) Obiettivo principe di questo gruppo: ottenere la legge sul libro come in quasi tutti gli stati europei
Questa possibilità può esserci data esclusivamente dalla forza numerica e convinta che riusciremo a costituire e dalle rappresentanze che potremo ottenere a livello governativo.
B) Per piccoli editori intendo genericamente coloro che stampano in digitale (in genere librerie) o quantomeno in piccole tirature che non possono supportare un costo di distribuzione
C) Qualcuno dice di essere sfiduciato: ribadisco un dovere ribellarsi alla sfiducia, alle lobby, alle leggi ingiuste, e se siamo piccoli dovremmo cercare di crescere unendoci e che ognuno dia quanto puo' al gruppo, altrimenti è meglio cambiare lavoro e abbandonare questa idea
D) Per quanto riguarda la costituenda associazione, sarà opportuno verificare in quanti saremo interessati e in quanti potremo adoperarci per essa
E) Quanto all'aiuto che ciascuno di noi puo' dare in questa fase, ritengo necessario:
1) appoggiarsi ai rappresentanti per diffondere questa iniziativa (siamo sulla stessa barca e anche loro saranno tra i primi ad essere eliminati)
2) cominciare a dare suggerimenti tramite email o telefonici in modo di poter coordinare un primo incontro che si vorrebbe programmare in qualche domenica di giugno o luglio, se arriveremo almeno ad una adesione di 100 - 150 librerie
3) per quanto mi riguarda sarò a disposizione ai numeri telefonici (0523/338474 - 0523/384061) quando riterrete opportuno
Vi ringrazio per la pazienza con cui accoglierete e vorrete leggere la presente.
Vi Saluta
il solito libraio Romano Gobbi
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