Informativa n. 11

 

Cari colleghi,
questa che eticamente non definirei un’informativa come le precedenti ma piuttosto una “lenzuolata” data la caotica lunghezza e le espressioni piuttosto garibaldine usate nella stesura, è frutto della rabbia che mi ha preso quando la collega Valentina mi ha partecipato il risultato dell’incontro che il presidente ALI Pisanti ha avuto col presidente della commissione cultura della Camera on.Valentina Aprea, col presidente dei piccoli editori Jacometti,col presidente dell’ AIE Polillo,e con l’on. Riccardo Franco Levi(che per fortuna non è presidente!) .Siamo ..Taliani…! Ma tutti questi presidenti servono a qualche cosa? Presidenti di qui,presidenti di là …..da più di un decennio che questa proposta di legge favoleggiata e mai attuata,viene promessa come manna del cielo,viene sbattuta in faccia a quei librai che compunti,serafici e in ginocchio fanno la spola ,questuando ad ogni manifestazione quella legge sul libro tanto osannata ,ma che i nostri politici,i politici eletti da noi quelli che subito dopo l’elezione sentono la puzza sotto il naso e con fare distaccato rispondono:non la si può fare,riproponete alla prossima tornata elettorale !

Chi se ne frega di quel che dice Guido (informativa n 10) che ha figli da mantenere,che non riesce più a pagare le riba che arrivano,chi se ne frega! Non certo i nostri politici, ci sono le grandi catene a dispensar cultura.le grandi catene i cui proprietari (gli stessi editori) erano e sono abituati a moltiplicare per 20 i costi editoriali per favorire di utili questi colossi della distribuzione con sconti fino al 60%(per cui implicano un aumento di prezzo a spese degli utenti) ,e che lasciano qualche briciola a coloro che sono preposti al presidio culturale del territorio , che stentano a operare reggendo solo per lo stupido orgoglio di ritenersi i soli a dispensare la vera cultura quei librai ,che,per pura ambizione si ritengono depositari di quel sapere insito nel loro operare..

I nostri politici non sanno fare la legge sul libro; dice: ma non è più facile copiarla dai tedeschi,dai francesi,dagli spagnoli a scelta loro sono 20 anni che la utilizzano è quindi ampiamente collaudata, Noi,discendenti dai romani dobbiamo applicare la legge di questi barbari!Giammai.. in Francia come in Germania le librerie prolificano , da noi chiudono : mi fa male pensare a Guido! Vergogna, vergogna ,prima ancora con noi stessi perché questa situazione è voluta da noi, esclusivamente da noi, per il mancato interessamento di tutto ciò che ci riguarda, perché lasciamo fare agli altri ma credete che “gli altri” si interessino delle nostre cose? Pensate che gli altri dopo essersi assisi sulle loro poltrone si ricordino dei vari Guido ,che, assediati da quest’abuso di arroganza di editori e grandi distributori non convengano che il libro è un oggetto alla stregua di qualunque altra merce? Per l’editore,l’editore di oggi ,il fine è solo quello di raggiungere il budget prefissato indipendentemente se il contenuto del libro serva per accendere un camino o per accendere una mente, il libraio deve solo fare da fuochista. Qualcuno come il sottoscritto vorrebbe dimostrare la posizione dominante di queste catene di distribuzione ( intendo lobby) collegate con il loro editore ,fornitore delle stesse che come già accennato,praticano il doppio prezzo:illuso ,si,viviamo pure di illusioni,facciamo pure i tappabuchi degli editori,vedrete che risultato: ma dice :tanto cosa possiamo farci? Andiamo a votare per un nostro candidato:quale ? Un candidato che favorisca una legge ad hoc, grazie tante abbiamo appena visto il risultato dell’ultimo incontro,e allora?e gli studi di settore altra famigerata imposizione feudale che i gabellieri della repubblica secondo la metratura del negozio o secondo il fatturato ti fissano una percentuale di utile che tu devi aver guadagnato:non occorre verificare le scartoffie ,lo scontrino di cassa, ma allora cosa servono tutti questi strumenti? Risparmiamo il commercialista ,risparmiamo le vidimazioni varie,e la tassa sul fatturato? Sarà indipendente dal costo sostenuto?quindi la grande distribuzione beneficiando di sconti doppi rispetto al piccolo libraio ne sarà sempre avvantaggiata? ( per inciso e a favore degli indagati,è uscita una proposta di legge per la sospensione annuale di questi famigerati studi di settore:altra speranza! Ma senza illusioni!)E allora dobbiamo fare gruppo,ma gruppo numeroso ,i clienti della libreria non sono clienti della grande distribuzione sono coloro che sentono il dovere di darci un appoggio;le nostre vetrine, i nostri siti sul web,il nostro parlare per evidenziare la necessità che la cultura non è solo l’ultimo romanzo uscito ma è l’insieme dei rapporti che noi librai sappiamo e dobbiamo instaurare con i nostri clienti .Mi rivolgo anche ai rappresentanti o propagandisti,o informatori chiamateli come volete,a coloro che cercano di illustrare il contenuto di ciò che dobbiamo presentare ai clienti a coloro che da promotori di contenuto sono loro malgrado diventati venditori di carta più o meno colorata e che devono portare un fatturato indipendentemente se carta straccia o se libri di contenuto , si, sono arrabbiato anche con loro che sono più o meno come noi . Ma non provate uno stimolo di ribellione,di quella sana ribellione che vuole una pulizia ,di quella ribellione risorgimentale che cacciò lo straniero dall’Italia noi dobbiamo cacciare l’ignoranza, l’ignoranza appiattita dalla cultura dei supermercati , ignoranza che non fa distinguere la libreria “del libro e per il libro”dai distributori di carta; a tal proposito vige una barzelletta che un collega in vena di malignità mi ha raccontato” un cliente va al supermercato e chiede”vorrei il diario di ANNA FRANK,spiacente risponde la commessa abbiamo solo diari prodotti col nostro marchio.!Colleghi visto il proficuo risultato dell’incontro del 28 febbraio,visto che molti di voi hanno capito che è ora di darci una mossa per difenderci dai pescecani di turno e l’unica cosa che potrebbe dare un risultato è l’unione possibilmente numerosa di tutti : librai, rappresentanti,piccoli editori; ricordate inoltre l’impegno che ci siamo dati : se ognuno di noi contattasse un collega ,saremmo quasi in 400 . Facciamo un ultimo sforzo se non altro per provare ciò che ci siamo prefissi,perché vogliamo che il libro viva o meglio che il famoso e-book sia più contrastato nell’imporsi.

Vi pregherei inoltre di utilizzare il nostro sito WWW.LIBERILIBRAI.IT e confermarmi l’autorizzazione quando vorrete pubblicare le vostre e-mail nonchè girarlo a chi riteniate opportuno farlo conoscere.

 

Il 28 marzo dovremo essere numerosi testimoniando la volontà di fare e il segnale che siamo stufi e che è ora di cambiare

 

Un saluto dal solito libraio Romano

 

PS. L’idea di un aderente al gruppo:

1) mettere alla gogna quei politici che non fanno nulla per noi, con nome e cognome,onorandoli con l’affissione di manifesti sulle vetrine di tutte le città d’Italia quali “DIFENSORI DELL’IGNORANZA BECERA” e rilasciando un diploma di “MALEMERENZE”

2) certezza:le librerie spariscono noi spariremo , non vorremmo che qualcuno prima di sparire ,decidesse di ……spa... …quando non si ha più nulla da perdere….si può perdere la testa.. speriamo di no, ma è certo che ne abbiamo abbastanza di questo sistema di intrallazzi lobbistici,la libreria potrebbe essere un punto di riferimento per una nuova partenza,l’incontro del 28 febbraio ne è stato un sintomo evidente!Quello del 28 marzo dovrebbe ratificarlo in misura maggiore!!

 

SIATE NUMEROSI E CONVINTI CHI NON LO E’ RIMANGA A CASA! E’ L’ULTIMA OPPORTUNITA’PER NON CAMBIAR MESTIERE O POTERLO DIFFERIRE!