Informativa n. 10
VERGOGNA
Colleghi librai,
la lettera che esporrò in calce a questa a-mail prima dell’incontro del 28/febbraio e che anticiperà l’assemblea del 28 marzo (in cui si deciderà o meno l’esistenza di questo gruppo) è una lettera che mai avrei voluto ricevere,che non avrei immaginato potesse essere scritta e mai avrei voluto conoscere: mi ha fatto molto male,mi ha particolarmente commosso e spero che anche voi ne abbiate sofferto! Voi insieme a me: lo meritiamo!
Guido è il nome di questo collega libraio che dopo una vita trascorsa con momenti felici e meno,
fra libri, scaffali, dietro al solito bancone, fra richieste a volte impossibili,ordini non arrivati,titoli non richiesti, fra il caotico periodo scolastico,o la monotonia agostana e che ha .dedicato con amore e fatica ogni minuto del suo tempo per quello che “da lavoro si è trasformato in passione”,oggi si trova nella situazione di dover gettare la spugna:50 anni,quattro figli ( la lettera in originale sarà letta in assemblea-ne ho l’autorizzazione).Guido non è dipendente non lo è mai stato per sua scelta: avrebbe potuto accedere a un buon impiego ma il fascino del libro ha avuto la meglio anche se sappiamo bene cosa significa guadagnarsi la vita in modo autonomo:non percepire il comodo stipendio,non avere orari e guadagnarsi il pane ogni giorno!
Torniamo a noi a quello che a mio avviso è la spada di Damocle per la sopravvivenza delle librerie ,a ciò che io chiamo il dumping legalizzato del libro : un prezzo presso le librerie di catena o le librerie dell’editore,un prezzo per le piccole librerie di servizio per intenderci quelle che soddisfano le esigenze più”rognose” durante l’anno che possiamo realmente chiamare le librerie di presidio
Che fanno il comodo dei clienti nelle richieste difficili e il comodo degli editori nei periodi di stasi.
Cosa possiamo fare,anzi cosa dovremo fare?
Nelle precedenti “ reiterate” informative avevo appurato che esiste in Italia una legge contro “la concorrenza falsata”, che la Comunità Europea stabilisce le “regole di concorrenza” suddiviso in vari articoli, che tali leggi possono essere impugnate contro gli abusi : qualcuno può confermarmi ?Avendo magari la possibilità di contattare qualche associazione più disponibile?
Qualcuno lo ha mai fatto? Le associazioni rappresentative di librai o federazioni in difesa dei consumatori ne hanno mai parlato?O ci sono interessi che mi sfuggono o molto più probabile che non capisco?E’il motivo per cui dobbiamo riunirci e cercare qualche soluzione,dobbiamo impegnarci anche a costo di qualche sacrificio: è anche per Guido che dobbiamo farlo perché non vorremmo più leggere tali lettere ,non vorremmo più provare “VERGOGNA”.
Qualcuno mi scrive che non riusciremo ad avere visibilità: e le nostre vetrine sparse per tutta Italia non contano nulla? Ci vorrà qualcuno che suggerisca gli allestimenti ,qualcuno che scelga le parole opportune che crei disegni o altro; certo che non è facile , ma allora lasciamo perdere?:
Se aspettiamo che altri facciano per noi, potremo scordarlo..La possibilità di aderire ad altra associazione già esistente va esaminata certamente , ammesso che tale associazione sappia o voglia rispondere alle nostre richieste,le priorità,per poter iniziare a fare qualcosa
sono molte , tutto sta vedere se siamo motivati sufficientemente non vogliamo provarci?
Se siamo uniti lo capiranno anche i politici e sono certo che ne terranno conto..Noi siamo abituati ad arrangiarsi, a stringere la cinghia : ti alzi al mattino e speri , speri che le cose si mettano al meglio….. nel supermercato accanto, cartelli con “NOVITA’ SCONTO 30% “ cosa devo fare? Una svendita sottocosto è l’unico modo per reggere fino al giorno dopo,poiché le “ riba “ vanno pagate anche se non vendi,altrimenti ti bloccano il conto; e a fine anno? A fine anno dovrai tener conto degli studi di settore ,perché se non sarete congrui dovrete andare dal commercialista e cominciare a pagare , meglio chiudere subito….,no ,perché gli studi di settore vi perseguiteranno
in ogni caso per altri 5 anni ; e questo grazie particolarmente ai colleghi che hanno concordato a livello governativo le percentuali di applicazione o forse questi colleghi fanno parte della categoria degli eletti e lo sconto d’acquisto supera il 50% ;..se avessi le condizioni delle grandi catene , non mi preoccuperei più di tanto,e invece….provo , provo, vergogna , vergogna per GUIDO perché sta per gettare la spugna,e io,noi, non abbiamo fatto nulla per impedirlo!.
Noi piccoli librai non abbiamo certo i numeri di vendita delle grandi catene,siamo solo al servizio degli editori quegli stessi a cui ci rivolgiamo durante l’anno per acquistare la copia di un testo scolastico che qualche cliente non ha trovato al supermercato! Noi siamo esclusivamente servitori .
Credo sia ora di dire basta,basta con questo sistema, deve contare anche il nostro numero, la nostra professionalità,si, le nostre vetrine trasformiamole in punto di comunicazione, i clienti sono con noi, non vogliono privarsi di una buona lettura scelta anche con nostro consiglio , è l’unico modo per isolarsi da questa realtà che mi sembra proprio brutta,ma noi non dobbiamo perdere la voglia,la voglia di lottare anche con qualunque sistema,ma per lottare occorre sacrificio da parte di tutti e il primo sacrificio sarà quello di essere presenti, credo anche che sia una delle ultime possibilità almeno da parte mia poi mi adeguerò al lassismo al menefreghismo certo di fare la felicità di qualcuno anche se convinto di creare danno a me stesso e ad altri.
Ancora sollecito la vostra presenza al prossimo incontro, in particolare per chi ha qualcosa da proporre,scusatemi ma devo ripetermi ancora, la nostra attività è in fase di estinzione: credetemi!
Il solito libraio Romano
Allego la lettera di Guido di cui ne taccio i riferimenti
Liberi librai
vi ringrazio per la vs. e.mail ricevuta ( la 1° del genere che affronta una
problematica gravissima).
per quello che può servire vi racconto la mia personalissima esperienza. sono
il titolare di 3°generazione di una libreria nata i primi del 900 nel centro storico di
*******. il fondatore mio nonno era anche casa editrice e stampò diversi
libri ( anche a carattere scolastico ). poi nel tempo entrò a lavorare mio
padre e quelli erano gli anni d'oro per la libreria , io ero piccolo , ma
si può dire che sono cresciuto dietro il bancone , e mi ricordo che quando
venivano i rappresentanti delle varie case editrici mio padre faceva gli ordini
a tredicesime ( ora invece faccio la schedina 1/2). sulla libreria campavano
benissimo tre famiglie più un aiutante regolarmente dichiarato e sempre
puntualmente pagato. quando era il periodo della famosa campagna scolastica
dovevamo servirci di un deposito vicino alla libreria per poter smistare le
centinaia di testi scolastici che arrivavano in continuazione. Dopo la fine
degli studi invece di
trovarmi un altro lavoro ( per intenderci un posto sicuro come impiegato ) ho
voluto continuare la tradizione di famiglia impegnandomi anima e corpo in
questo lavoro che io reputavo uno dei più belli e gratificanti. ora mi trovo a
50 anni e con 4 figli a dover chiudere perchè non riesco più ad
andare avanti. Gli incassi sono crollati non riesco più a pagare puntualmente
le” riba “che arrivano. le banche quando annusano aria di crisi ti chiudono ogni
linea di aiuto. sono proprio disperato e questa vs. e-mail e' arrivata proprio
in un momento in cui non so più a che santo votarmi. mi scuso per questo sfogo
e per eventuali errori di scrittura o punteggiatura ma solo chi vive come me
questa tragica situazione può capirmi.
segue indirizzo tel ecc
saluti GUIDO
Dopo aver letto questa lettera ,credo ci sia un motivo in più perché questa categoria di liberi librai indipendenti si unisca ,faccia muro a quelli che chiamo eufemisticamente, soprusi,sia alle grandi concentrazioni sia per le leggi non rispettate o volutamente non fatte rispettare.
Per chi ne ha la possibilità ritengo necessario,o meglio indispensabile- l’incontro programmato- , non è più possibile accampare scuse stiamo morendo,…. ma forse non ne siete convinti !! Beati voi!
DOMENICA 28 FEBBRAIO ORE 8-30 PRESSO LIBRERIA POSTUMIA VIA EMILIA PAVESE 105 S.ANTONIO PIACENZA (uscita Piacenza Ovest .S.ANTONIO) a destra 700 m.
Romano Gobbi

